 NOTE STORICHE SUL CASTELLO DI ACQUAVIVA

Lungo la strada che dal Monte Titano scende verso l’abitato di Acquaviva, per un buon tratto, lungo un lato del monte stesso, lo sguardo attratto dal selvaggio fascino della pineta di Montecerreto (458 metri s.l.m.), suggestivo parco naturalistico, protetto e intatto nelle sue caratteristiche boschive e Floro faunistiche. Subito il pensiero corre all’antico fortilizio, lassù posto, oggi non più esistente, appartenente allora ai Signori di quelle terre, quei tali Conti di Montecerreto che esercitavano il diritto di pedaggio su chiunque attraversava il loro dominio, cosi incuneato nei territori sammarinesi.
Furono le mura di quel castello che, nell’anno 885, videro stipulare il PLACITO FERETRANO, primo documento della storia di San Marino che con ferma l’esistenza della comunità sammarinese come Castello, Monastero e relativi fondi coltivati da una popolazione agricola assai densa.
Poi, nel 1243, Guido Lambertizio da Cerreto vendette a San Marino ogni privilegio di riscuotere tributi per il passaggio nei suoi territori, e già nel 1352 il fortilizio non esisteva più: divenuto tal monte samma¬rinese, le stesse milizie della Repubblica molto probabilmente lo rasero al suolo, nell’impossibilità di presidiarlo adeguatamente.
Oggi Montecerreto rientra nel distretto del Castello di Acquaviva, dove alle sue falde zampilla la vena d’acqua da cui trae nome il Castello stesso.
Di Acquaviva si hanno memorie fin dal 1253. La sua sorgente era il nucleo da dove si diramava l’antico abitato e da dove si dirama tuttora, fin nei nuovi edifici: qui la leggenda vuole che il Santo Marino battezzasse con le limpide acque i suoi neofiti e che qui costruisse un piccolo luogo di culto, ricavato da un’edicola pagana dedicata a Mercurio.
Una gran fontana a bocche fu realizzata fin dai primi anni del 1900, e l’umile e preziosa acqua della sorgente serviva e dava aiuto e sollievo ai bisogni di tutta la popolazione. Oggi una nuova fontana, completamente addossata alla foce della sorgente, ricorda e celebra il simbolo di questo Castello.
Lo sguardo fatica nel distogliersi dalla fonte e dall’aspro dirupo che la sovrasta, per poi, ancora più sopra, scorgere il Montecerreto che prende corpo e possanza, vestendosi di lussureggiante natura.
E l’animo vive emozioni sconosciute, legate ad un altro tempo, ad altre atmosfere.
L’aria stessa pare permeata di antichi profumi, e strane fantasie affollano la mente: sembra quasi di veder le antiche genti, strette nel loro piccolo borgo, attendere la santa figura del loro padre spirituale Marino, e da Lui trarre conforto e preghiera; e ancora sembra di udire i pesanti passi delle milizie del signore, arditi nelle loro armature e forti delle spietate armi, attraversare il paese fra due ali di intimoriti villici, per recarsi verso chissà quale battaglia, o difesa di mura, o presidio di strada.
Basta percorrere qualche decina di metri dalla fonte, lungo la tuttora tranquilla e piccola strada, per incontrare la Chiesa, dedicata a S. Andrea Apostolo.
Edificio risalente, nella sua prima struttura, al Medioevo, un piccolo capitello sporgente da un lato delle mura, ricorda una delle ultime ristrutturazioni: è ben leggibile l'anno 1694.
L'ultimo radicale restauro è avvenuto nel 1933.
All'interno troviamo un pregevole dipinto di scuola bolognese del seicento: "Presentazione di Gesù al tempio" e "S. Andrea Apostolo e S. Crescentino", datato 1761.
Sopra la chiesa, ai piedi del monte, troviamo il "Palazzo Masi", databile tra il '700 e l"800.
Scendendo verso valle, accompagnati dalle dolci colline circostanti, incontriamo Gualdicciolo (Etimologia = piccolo bosco).
Qui una lunga strada costeggia una riva del torrente San Marino.
Un tempo, lungo queste rive, operavano, alacri e laboriosi, ben cinque mulini ad acqua, chiaro esempio di realtà proto-industriale.
Tale fiorente lavoro di molitura diede alla popolazione di Acquaviva, fin dalla metà dell'ottocento, motivo di relativo reddito e benessere; infatti, diverse piccole amene località prendono il nome dagli antichi molini che allora operavano: Molino Magi, Molino dei Frati, Molino della Genga.
Oggi di quelle antiche fabbriche rimangono solo pochi ruderi, ma lungo quella strada, adesso chiamata, a buon merito, Strada del Lavoro, sono sorte dinamiche e produttive industrie, razionalmente realizzate, facendo sì, al contempo, che esse non divenissero causa di gravi danni di ordine ambientale ed ecologico alla natura circostante.
Anche la località di Gualdicciolo possiede la sua chiesa, dedicata a San Giuseppe Lavoratore, eretta nel 1971.
Risalendo ancora verso il Titano ci si può accorgere di quello che è oggi il Castello di Acquaviva: nuove aree di edilizia residenziale sono nate o stanno creandosi; giunti in paese, appena scostato dalla strada principale, si può notare il gradevole palazzo che ospita la Casa del Castello, sede del Capitano di Castello e della Giunta e del presidio locale della Gendarmeria.
Tale palazzo, realizzato intorno al 1910, un tempo ospitava anche le scuole elementari, attualmente site in un nuovo edificio fin dagli anni sessanta.
Ora in parte delle antiche stanze scolastiche si è insediato l'ambulatorio medico.
Risalendo ancora, superato di poco l'abitato di Acquaviva, troviamo la zona artigianale e produttiva, in cui operavano prevalentemente artigiani del ferro e del legno, ora divenuta anche zona industriale.
A loro si affianca l'efficiente Centrale del Latte, dal 1980 la prima Azienda Autonoma di Stato, capace di servire quotidianamente tutto il territorio sammarinese con i suoi prodotti, che vanno dal latte a vari tipi di formaggi, fra i quali caciotta, casatella (tipico formaggio sammarinese), stracchino, ricotta; produce inoltre panna, burro, yogurt.
Traendo spunto dal fatto che la sede della Centrale del Latte si trova in Strada Genghe di Atto, una piccola curiosità sul toponimo "genga": nel dialetto sammarinese e feltresco il termine "genga" definisce un grosso masso o roccia, è presumibile, quindi, che nelle zone denominate con tale appellativo esistesse una grossa roccia o sperone che ne caratterizzava il sito.
Sempre nel territorio di Acquaviva troviamo anche il Mattatoio, la Ludoteca, un attrezzato impianto sportivo, un funzionale bocciodromo coperto e un poligono di tiro, in loc. Ca' Martino, la cui impiantistica è in grado di soddisfare manifestazioni a livello olimpionico,
La festa del Castello si svolge l'ultima domenica di Giugno, ed è voluta ed in gran parte organizzata dalla locale società sportiva "Virtus".
E' stata la volontà di tale società e di quella della città di Froges, in Francia, a far sì che nel 1982 avvenisse il gemellaggio fra di esse.
Il gemellaggio permise un vivace scambio culturale e di rapporti umani fra le due realtà paesane, dando luogo ad una serie di reciproche visite con viaggi organizzati.
Il paese festeggia inoltre due ricorrenze religiose: una di queste la prima domenica di Maggio, in onore di San Giuseppe lavoratore, al quale è dedicata la chiesa di Gualdicciolo; la seconda, della Madonna del Rosario, è l'effettiva festa parrocchiale di Acquaviva e cade la prima domenica di Ottobre.


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